Scarpe da corsa e shoe drop

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Per gli appassionati di corsa, non dovrebbe essere un termine sconosciuto: lo “shoe drop” (misurato in mm) ci indica il rapporto di altezza tra tallone e avampiede in una scarpa; più il valore è basso (fino agli 0 mm delle “zero drop”), più la scarpa diventa piatta.

Due recenti studi dello stesso gruppo di ricerca, concatenati, hanno valutato una correlazione tra shoe drop e:

  • Probabilità di infortunio;
  • Biomeccanica della corsa nel lungo termine.

Chi è stato coinvolto?

  • Primo studio: 553 corridori fondisti non professionisti;
  • Secondo studio: 59 corridori fondisti non professionisti.

Cosa volevano capire?

  • Primo studio: determinare se lo shoe drop (altezze testate: 10 mm, 6 mm e 0 mm) influenzasse il rischio di infortunio, e se correre regolarmente (più di 6 mesi nell’anno precedente allo studio) modificasse questa associazione;
  • Secondo studio: capire se lo shoe drop (altezze testate: 10 mm e 0 mm) portasse nel lungo periodo ad adattamenti nella tecnica di corsa.

Cosa è stato visto?

  • Primo studio: il rischio di infortunio non è influenzato dal drop delle scarpe da corsa utilizzate, mentre il profilo del corridore (presumibilmente frequenza di allenamento, altri traumi avuti in passato, ecc…) ha una correlazione con il rischio di infortunio; inoltre, sembrerebbe che uno shoe drop più basso sia correlabile ad una probabilità di infortunio maggiore nei corridori regolari.
  • Secondo studio: lo shoe drop, nel lungo termine, non sembra influenzare gli adattamenti nella biomeccanica della corsa.

Perché ci interessa?

Un corridore che desideri migliorare la sua performance, per esempio diminuendo la probabilità di infortunio nella pratica, non può confidare esclusivamente sul cambio di scarpa. Molto è stato detto riguardo alla possibilità di passare ad una scarpa minimalista nel tentativo di rendere “la corsa più naturale”, o evitarsi facili infortuni, ma queste due ricerche sono tra le prime ad approfondire quanto affermato sullo shoe drop, smentendolo! Ad oggi, quindi, possiamo dire che non esista uno shoe drop ottimale, o migliore in assoluto.

Ricorda:

Valutare la qualità di un gesto atletico solo dagli strumenti utilizzati, è parziale e può portare ad errori. La tipologia di allenamento, il tipo di gesto atletico e ovviamente la tua condizione fisica (biotipo, livello di attività, precedenti traumi…) sono tutti elementi che non possono essere trascurati in favore dell’ultimo grido in tema di calzature! 

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