Sapevi che la corsa può migliorare la condizione dei tuoi dischi intervertebrali?

Premessa

Passiamo gran parte del tempo ritenendo il corpo come una macchina soggetta a consumo col passare del tempo, come fosse incapace di far fronte a quanto ci accade, ma non è così! Il nostro corpo possiede e mantiene nel corso della vita incredibili capacità di recupero, oltre ad avere la meravigliosa capacità di adattarsi poco per volta a quanto gli viene richiesto. I dischi-intervertebrali (IVD) non fanno eccezione, al contrario di quanto si credeva fino a pochi anni fa!

Chi è stato coinvolto?

È stato condotto un interessante studio comparativo in 79 persone, sia donne che uomini, nella fascia d’età compresa tra i 25 ed i 35 anni senza patologie spinali. Sono stati impostati tre gruppi in base all’attività fisica delle persone nei loro ultimi 5 anni: sedentari (no attività fisica), joggers (20-40 km/sett.) e corridori di lunga distanza (50+ km/sett). Sono quindi state valutate, grazie ad una risonanza magnetica, le caratteristiche dei loro dischi intervertebrali per capire quali potessero essere le differenze.

Cos'è stato cercato?

I ricercatori si sono domandati se la corsa potesse avere benefici sulla salute dei dischi intervertebrali.

Cos'è stato visto?

Questo è il primo studio a dimostrare che nonostante si credesse il contrario, i dischi intervertebrali rispondono positivamente alle sollecitazioni meccaniche della corsa. In particolare, sembra la corsa influisca non solo sul livello di idratazione dei dischi, ma anche sul loro contenuto di glicosaminoglicani, e sulla loro ipertrofia (cioè risultavano più grandi).

Perché ci interessa?

Questo studio è interessante per più di un motivo:

Una migliore idratazione ed un contenuto maggiore di glicosaminoglicani rendono il disco più elastico, capace di rispondere meglio alle sollecitazioni meccaniche in arrivo.

È il primo studio a quantificare che tipo di attività possa essere di maggior beneficio per l’IVD: una camminata veloce o una corsa leggera di circa 2 metri al secondo rappresentano lo stimolo migliore. Basta poco, non trovi?

In questo caso sono stati valutati soggetti relativamente giovani ed in buona salute, ma considerati i costi e le difficoltà in situazioni di dolore spinale e in alterazioni metaboliche come il diabete di tipo II, pensa alle potenzialità di una attività fisica mirata!

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