dischi-intervetrabrali-dr-di-presa-osteopata-livorno-pisa

Disco intervertebrale e corsa

Share on facebook
Share on linkedin
Share on google
Share on twitter

Sapevi che la corsa può migliorare la condizione dei tuoi dischi intervertebrali?

Premessa

Passiamo gran parte del tempo ritenendo il corpo come una macchina soggetta a consumo col passare del tempo, come fosse incapace di far fronte a quanto ci accade, ma non è così! Il nostro corpo possiede e mantiene nel corso della vita incredibili capacità di recupero, oltre ad avere la meravigliosa capacità di adattarsi poco per volta a quanto gli viene richiesto. I dischi-intervertebrali (IVD) non fanno eccezione, al contrario di quanto si credeva fino a pochi anni fa!

Chi è stato coinvolto?

È stato condotto un interessante studio comparativo in 79 persone, sia donne che uomini, nella fascia d’età compresa tra i 25 ed i 35 anni senza patologie spinali. Sono stati impostati tre gruppi in base all’attività fisica delle persone nei loro ultimi 5 anni: sedentari (no attività fisica), joggers (20-40 km/sett.) e corridori di lunga distanza (50+ km/sett). Sono quindi state valutate, grazie ad una risonanza magnetica, le caratteristiche dei loro dischi intervertebrali per capire quali potessero essere le differenze.

Cos’è stato cercato?

I ricercatori si sono domandati se la corsa potesse avere benefici sulla salute dei dischi intervertebrali.

Cos’è stato visto?

Questo è il primo studio a dimostrare che nonostante si credesse il contrario, i dischi intervertebrali rispondono positivamente alle sollecitazioni meccaniche della corsa. In particolare, sembra la corsa influisca non solo sul livello di idratazione dei dischi, ma anche sul loro contenuto di glicosaminoglicani, e sulla loro ipertrofia (cioè risultavano più grandi).

Perché ci interessa?

Questo studio è interessante per più di un motivo:

Una migliore idratazione ed un contenuto maggiore di glicosaminoglicani rendono il disco più elastico, capace di rispondere meglio alle sollecitazioni meccaniche in arrivo.

È il primo studio a quantificare che tipo di attività possa essere di maggior beneficio per l’IVD: una camminata veloce o una corsa leggera di circa 2 metri al secondo rappresentano lo stimolo migliore. Basta poco, non trovi?

In questo caso sono stati valutati soggetti relativamente giovani ed in buona salute, ma considerati i costi e le difficoltà in situazioni di dolore spinale e in alterazioni metaboliche come il diabete di tipo II, pensa alle potenzialità di una attività fisica mirata!

SCARICA L’INFOGRAFICA

Vuoi approfondire?

Trovi qui l’articolo completo

sindrome-da-dolore-calcaneare-dr-di-presa-podologo-livorno-pisa

Metatarsalgia: che cos’è?

Cosa si intende per metatarsalgia? Con il termine “metatarsalgia” indichiamo un dolore che si localizza all’avampiede, ad una o più teste metatarsali, e può essere percepito al

Leggi tutto