Mal di schiena cronico: cosa fare?

Buongiorno dottore, non so più che pesci prendere, il dolore alla mia schiena non passa! Ho fatto il giro di tutti gli specialisti che mi hanno riempita di esami volta dopo volta e ogni trattamento fallisce. Laser, tecar, infiltrazioni ecoguidate, e anche un suo collega per varie sedute. Ho anche fatto dei plantari perché mi dicevano che il mio era un dolore posturale e dipendeva dall’appoggio dei piedi, soldi buttati!!! Sembra che nessuno ci capisca nulla da anni e sono stufa, alcuni mi danno della pazza! Rivoglio la mia vita indietro, che faccio?’

La risposta del dottore:

Buongiorno signora,
purtroppo mentirei se le dicessi che si trova in una situazione scontata, ma nonostante tutto il dolore cronico di mal di schiena è qualcosa di tristemente comune e sempre più diffuso. Non voglio sommergerla di numeri che non le dicono molto, se vuole avere qualche info ulteriore le segnalo questo articolo che scrissi a suo tempo.
Risulta poco utile e spesso deleterio cercare di inquadrare un problema da poche righe, in questo caso posso solo intuire si tratti di una situazione che si porta avanti da più anni, e che dei trattamenti rivolti alla parte fisica non abbiano sortito l’effetto desiderato.

Premesso che risulta fondamentale lei consulti un medico specialista per una adeguata diagnosi, mi permetto di darle alcuni consigli:

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Primo consiglio:

Ormai da diversi anni l’inquadramento del dolore cronico non deve tenere in conto solo una questione puramente “strutturale” (come un problema a livello discale, o una situazione artrosica), ma anche della componente emotiva e psicologica che ne deriva (come la paura di muoversi, di cui ho parlato un po’ di più qui, situazioni di ansia o di tendenza a catastrofizzare). No signora, non si tratta di disordini mentali, quanto di componenti psicologiche che fanno normalmente parte di una simile esperienza, e che non possono essere ignorate (Fonte: PubMed.gov).

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“L’approccio biopsicosociale al dolore tiene in conto ben più dei soli tessuti del corpo”

Secondo consiglio:

Le regole che segue un dolore cronico (ossia superiore ai 3-6 mesi) sono ben diverse da quelle di un qualsiasi dolore acuto. Chieda più informazioni al terapista col quale si confronterà, conoscere il dolore è il primo passo per poterlo superare!

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Terzo consiglio:

Non esistono scorciatoie, ciò che nella persona si produce a seguito di un dolore cronico richiede tempo per essere risolto, ma le posso assicurare che ne vale la pena!

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Quarto consiglio:

Il suo contributo al recupero della sua condizione ottimale diventa determinante! Cerchi un terapista con il quale creare un buon “gioco di squadra” che le consenta di migliorare la situazione passo a passo, e che la renda nel tempo sempre autonoma. Riprendere in mano la propria vita può comportare fidarsi del parere di personale competente, ma non demandare a loro tutta la responsabilità della situazione.

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