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I disordini funzionali del sistema gastro-intestinale nel neonato rappresentano tra i più comuni motivi di consulto pediatrico:

Si stima che dalla nascita al primo anno di vita oltre l’80% dei neonati sviluppi almeno un sintomo connesso a tali problemi (Fonte: PubMed ), mentre altri studi su larga scala ci dicono che più del 50% dei neonati si presenta con più di un disturbo funzionale gastro-intestinale (Fonte: PubMed).

Cosa intendiamo per “disordine funzionale”?

Si tratta di una tipologia di disfunzione dove i sintomi non sono riconducibili ad una base patologica di un organo.

Quali sono i disordini funzionali gastro-intestinali più comuni?

Senza dubbio spiccano:

  • Coliche
  • Rigurgito infantile
  • Costipazione funzionale

Nonostante questi disordini siano estremamente frequenti, sono anche scarsamente gestibili tramite terapia farmacologica che rischia di risultare poco efficace (Fonte: PubMed), sovra-utilizzata (Fonte:  PubMed) e perfino dannosa (Fonte:  PubMed). Inoltre, vi sono situazioni dove la probabilità di disturbi funzionali gastro intestinali possono aumentare: è il caso di un parto prematuro (Fonti: NCBI, NCBI, PubMed), e dell’utilizzo di antibiotici nel periodo perinatale (Fonte: PubMed).

Perché si presentano questi disturbi?

  • Coliche: il mondo della medicina è diviso su cosa possa scatenarle. Da un lato, abbiamo un sistema gastro-intestinale ancora immaturo che presenta alterazioni nel suo movimento (chiamato peristalsi), alterazioni della flora intestinale (disbiosi) e/o ipersensibilità al cibo o allergie; dall’altro sembra vi sia associazione tra coliche infantili e poca interazione tra genitori e neonato, ansia materna e stress sia durante la gravidanza, che nel primo periodo di vita (Fonti: ResearchGate, ScienceDirect);
  • Rigurgito infantile: che si tratti di rigurgito o reflusso, i fattori che lo provocano sembrano essere alimentari (nutrizione eccessiva in troppo poco tempo), anatomo-funzionali (soprattutto a livello diaframmatico) come anche posizionali (per esempio rimanere troppo a lungo in posizioni orizzontali durante il pasto) (Fonte: Pediatrics);
  • Costipazione funzionale: questo disturbo risulta connesso almeno in parte a predisposizione genetica e fattori dietetici (Fonte: NCBI).

Occorre esser chiari: essendo di natura benigna, non patologica, la loro risoluzione sarà per lo più spontanea nel corso del primo anno di vita; tuttavia, si tratta di condizioni che oggi vengono studiate attentamente perché comportano più difficoltà:

  • Si tratta di un periodo particolarmente stressante (per i genitori e per il bambino), con il rischio di reazioni eccessive da parte dei genitori, con tutti i rischi per la salute del neonato che questo comporta (Fonti: PubMed, PubMed);
  • Sono disturbi che portano ad un generale calo della qualità di vita dei neonati (Fonte: NCBI);
  • Molto spesso, i costi per la gestione di simili problemi diventano alti e sottostimati (Fonte: NCBI).

Inoltre, negli ultimi anni stiamo cominciando a capire meglio la stretta relazione esistente tra la maturazione dell’intestino e quella del cervello: si tratta di due organi la cui maturazione non termina durante la gravidanza, ma continua durante l’infanzia, in special modo nei primi 3 anni di vita. La fitta rete di informazioni che si scambiano questi due sistemi prende il nome di “asse intestino-cervello(Fonte: NCBI).

Che cosa si può fare?

Il dialogo con il pediatra di riferimento risulta essere fondamentale: si tratta del medico più vicino a vostro/a figlio/a, non scordatelo mai!

I punti più importanti avvalorati dalla ricerca sono:

  • Rassicurare i genitori sulla natura benigna del disturbo (Fonte: NCBI);
  • Educare i genitori su quali fattori possano contribuire ad aggravare i sintomi del piccolo (Fonte: PubMed)
  • Consigli sulla componente nutrizionale, e di integrazione probiotica se necessaria.

L'importanza della componente nutrizionale

Dal punto di vista nutrizionale, i disordini funzionali gastro-intestinali nel neonato rappresentano disturbi degni di molta attenzione, nonostante l’aspetto assolutamente benigno e spesso transitorio. Questo perché la fase di nutrizione neonatale è delicata e fondamentale almeno per tre motivi:
  1. i fabbisogni di macro e micronutrienti devono assolutamente essere coperti per non condizionare negativamente la crescita e lo sviluppo (organici e cognitivi) del bambino (Fonte: sinu.it);
  2. le disbiosi intestinali precoci possono essere causa di quadri infiammatori e patologie anche importanti che si instaurano in adolescenza e in età adulta; c. le alterazioni delle percezioni sensoriali legate alle primissime fasi di nutrizione possono influenzare negativamente il rapporto con il cibo e l’atto di alimentarsi al punto da renderli disfunzionali. Vediamo di fare qualche considerazione su questi tre punti.
  1. Il fabbisogno energetico di un bambino è proporzionalmente superiore a quello di un adulto per diversi motivi: maggiore rapporto fra superficie cutanea disperdente e volume corporeo (dispendio per termoregolazione); la maggior presenza di tessuto adiposo bruno in grado di dissipare energia producendo calore; circa il 10% della quota calorica viene utilizzata per l’accrescimento che, dalla nascita fino alla pubertà, garantisce aumento delle dimensioni corporee ma anche importanti e necessarie modificazioni biochimiche e metaboliche di grande rilievo. Per questi motivi la nutrizione neonatale richiede massima attenzione e particolare cura (Fonte: pensiero.it).
  2. Il sistema immunitario del neonato (e ancora prima, del feto) trova nel microbiota intestinale una vera e propria “palestra” su cui allena le proprie risposte immunitarie e adattative. Sono almeno due, quindi, le funzioni legate a un microbiota sano e un rapporto funzionale di questo con l’intestino che lo ospita: la difesa dalle malattie infettive (virali, batteriche, fungine, parassitologiche) e la tolleranza orale (che permette di riconoscere come non pericoloso il cibo ingerito e prevenire reazioni avverse). I disordini funzionali gastro-intestinali sono spesso legati a disbiosi intestinale, che molti studi indicano come causa di uno stato infiammatorio tendente a strutturare e cronicizzare nell’adulto stati patologici anche gravi. Si instaura cioè uno stato pro-infiammatorio attraverso la produzione di citochine infiammatorie a livello intestinale, che una volta entrate in circolo, “allarmano” organi e sistemi e producono nel tempo quadri di risposta immunitaria disfunzionali. Questi possono portare, in età adolescenziale e adulta, ad allergie, intolleranze, malattie autoimmuni, sindrome dell’intestino irritabile, e altre patologie su base infiammatoria. (Fonte: Nature).
  3. Le percezioni sensoriali negative legate ai disordini gastro-intestinali precoci possono contribuire non solo a provocare deficit nutrizionali (punto a.) ma, nel tempo (in genere, dal divezzamento in poi) instaurare comportamenti disfunzionali al momento del pasto. Questa condizione produce a lungo andare l’aumento di fattori di rischio per i disturbi alimentari precoci caratterizzati da restrizione alimentare, selettività estrema e suscettibilità sensoriale (Fonte: PubMed).
L’intervento nutrizionale precoce nei casi di disturbi gastro-intestinali nel neonato è quindi fondamentale, sia per gli effetti a breve termine, risolvendo i deficit nutrizionali; sia per quelli a lungo termine, evitando l’instaurarsi di fattori di rischio importanti legati alla cronicizzazione della disbiosi intestinale e della suscettibilità sensoriale.

Dott.ssa Giusi D’Urso

Biologa nutrizionista e patologa clinica

L’osteopatia può essere d’aiuto

Il mondo dell’osteopatia si è posto da sempre in maniera estremamente ricettiva nei confronti dei disturbi presentati in tenera età, basti pensare che in uno sondaggio del 2012 dedicato a capire che tipo di persone ricercassero i benefici dell’osteopatia è emerso che ben un quarto rientravano nel mondo pediatrico, di cui l’8,7% più piccoli dei due anni (Fonte: OIA). Delle condizioni nelle quali il trattamento manipolativo osteopatico (TMO) veniva applicato, rientrano senza dubbio anche i disordini funzionali gastrointestinali.

Ogni volta che un osteopata valuta un bambino, vengono fatte molte domande su quale fosse la situazione pre-parto, l’andamento della gravidanza e del parto. Questo aiuta il professionista ad avere un’idea della condizione pre-natale: è stato visto in più studi come situazioni di stress durante la gravidanza ( Fonte: NCBI), complicanze nel parto (Fonte: link.springer.com) come anche una gestione post natale non adeguata hanno una ricaduta sul neonato, che può mostrare risposte eccessive nei confronti di vari stimoli esterni, segno di una lettura dell’evento più intensa di quanto avverrebbe in condizioni fisiologiche: possono verificarsi quindi episodi anche frequenti di pianto inconsolabile, coliche infantili, così come fatica nello scaricarsi.

  • Il trattamento osteopatico è stato visto portare ad una buona riduzione del pianto del piccolo (Fonte: ScienceDirect).
  • Studi preliminari sono stati condotti anche nel caso di difficoltà di suzione (Fonte: PubMed) in caso di neonati nati prematuramente, permettendo un migliore attaccamento al seno materno.
  • Parlando di tutti quei bambini nati pre-termine (prima della 37° settimana di gestazione), il trattamento osteopatico sembra dimostrarsi un ottimo aiuto: abbinato alle cure ospedaliere, consente di ridurre i tempi necessari per passare dall’uso del sondino naso-gastrico all’allattamento al seno, consentendo una nutrizione orale del neonato in tempi più rapidi (Fonte: PubMed). Inoltre, un ulteriore studio tutto italiano (Fonte: NCBI) ha mostrato come l’abbinamento di TMO consenta di ottenere una riduzione di oltre il 50% dei sintomi gastro-intestinali presentati dai nati pretermine nelle terapie neonatali intensive (NICU);
  • Ulteriore vantaggio è dato dalla sicurezza del trattamento: al contrario di altre terapie, il TMO non riporta eventi avversi nell’approccio all’età pediatrica (Fonte: unboundmedicine.com).

Dott. Antonio Di Presa

Osteopata e podologo

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